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In questa pagina verranno descritti passo a passo i lavori per la costruzione di un assetto completamente artigianale. La linea che verrà seguita è quella del kit estremo della ditta Equipe4x4 ma mantenendo la macchina più bassa… sia per problemi di “visibilità alle forze dell’ordine” e sia per problemi di garage. INIZIO: Le prime operazioni sono quelle del rilevamento delle misure. Per farlo, naturalmente, è stato necessario lo smontaggio della molla e dell’ammortizzatore: |
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Le misure rilevate sono: -Piattello sotto molla: diametro esterno 14.8; interno 10.5; smusso 12 -Molla in estensione totale: 38 -Piastra ferma molla: lunghezza 14.4; larghezza 2,4; distanza centro fori dal bordo 3,4 Da queste misure è partito il progetto per disegnare le slitte. L’orientamento e la modalità di lavoro sono uguali a quelle di Equipe ma sono più basse, con un angolo meno accentuato e, idea mia, non sono piatte ma ben sì, ad incavo. In questa maniera, suppongo di aver risolto il possibile mal allineamento che potrebbe verificarsi in caso di ondeggiamento della molla. I progetti, dopo giorni di calcoli (speriamo corretti) sono questi: |
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Il fissaggio della slitta sulla molla sarà molto simile a quello della molla sul piattello del ponte: tramite piastrina |
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Al momento sto finendo (anche se con qualche problema) il disegno della slitta sul telaio. A breve inizierà la lavorazione dei pezzi… TORNATE A VISITARMI! Ultimo aggiornamento: 10/3/2006 |

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Finalmente la lavorazione è iniziata. I lavori che vedrete sono stati realizzati dalla ditta T.F. gestita dal padre del mio amico che ringrazio per aver accettato di seguirmi nell’impresa (le foto partono dalla lavorazione del pezzo grezzo della slitta molla fino al montaggio dei 2 pezzi): |














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Questi naturalmente sono i primi 2 esemplari della slitta molla e di quella telaio. Il materiale che abbiamo deciso di utilizzare è stato ferro per la slitta molla e ghisa per quella telaio. In questa maniera non potevano verificarsi grippaggi fra i 2 componenti. Il lavoro è iniziato al mattino alle 9.30 ed è stato terminato alle 20.30 (ora in cui è avvenuta la prova di montaggio e il test del funzionamento. Le slitte lavorano come previsto: nonostante l’angolatura meno accentuata, scorrono nella loro sede e, grazie alla forma ad incudine, si posizionano perfettamente allineate. Ora, verranno prodotte 2 coppie apportando piccole modifiche ed utilizzando dei materiali più consoni: la slitta telaio verrà fatta in alluminio e quella della molla, in nailon. I lavori proseguono! Continuate a seguirmi! Ultimo aggiornamento 20-03-2006 |
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Eccomi nuovamente con tantissime novità! In lungo tempo sono riuscito a ricevere da una ditta inglese, con estrema difficoltà, gli ammortizzatori posteriori con lunghezza totale di 16 pollici marchiati proComp ES9000. Da Paddock ho comprato quelli anteriori da +2 pollici, le molle +5 cm da 180 lb. Le torrette allungate degli ammortizzatori erano tutte sfogliate e le ho fatte riverniciare in “antisasso” grigio. I problemi sono stati molti e alcuni sembravano insormontabili: gli ammo da 16” sono arrivati con occhielli del diametro sbagliato (erano silentblock da 16 mm invece che da 19), non sono arrivati in coni anteriori, il kit di conversione per l’attacco dell’ammortizzatore sul ponte (da puntone a occhillo) è arrivato sbagliato, il kit di conversione da silentblock a perno per infilare l’uniball è risultato introvabile a cifre ragionevoli. Questa domenica sono tornato in fabbrica e ci siamo messi al lavoro come dei negri (modo di dire, nessuna discrimazione raziale ;-) ) e, magicalmente, siamo riusciti a fabbricare l’impossibile! Prima di tutto è stato costruito il kit di conversione per gli ammortizzatori |


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Come è possibile vedere la staffa è stata ricavata da 2 profilati a L saldati e piallati e il perno, così come tutto il resto delle minuterie che vedrete, è realizzato dal pieno su misura. Il passo successivo è stata la realizzazione dei puntoni posteriori e la staffa per il fissaggio al telaio. Nel mentre, proseguivamo all’esterno con il montaggio delle molle e degli ammo anteriori. Fortunatamente abbiamo visto che la molla, anche se priva di cono, non esce di sede perché l’ammortizzatore è un paio di cm più corto rispetto alla sua estensione massima. Le molle sono quelle posteriori del Range degli anni 90 e sono da 180 lb. Indice di carico morbido ma per niente eccessivo. Una volta montato tutto il muso era così: |


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Prima di poter montare gli ultimi pezzi sono passate svariate ore… tant’è che è venuta notte. La realizzazione dell’attaco al telaio dei puntoni ha richiesto molto tempo, ma il risultato è stato spettacolare: |
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Il pezzo, in foto ancora da terminare la foratura dei 3 buchi di attacco e il taglio di un alto (quello che va verso il telaio) è ricavato dal pieno in inox, lavorato al tornio e fresato a controllo numerico. Dei puntoni, per motivi di tempo, non ho foto della lavorazione. Posso dirvi che sono a sezione esagonale dal 24 in acciaio al piompo pieni. Alle 23.40, finalmente, dopo settimane di duro lavoro, abbiamo montato le ultime parti e fatto una timida e brutta foto perché sfiniti e affamati. Con quest’ultima foto vi lascio in attesa, dei test che effettuerò in questi giorni, di nuove foto, più belle, e delle ensazioni sul mio assetto estremo autocotruito: |

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Ultimo aggiornamento 15-05-2006 |
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Qualche altra foto scattata questa sera: |



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Il parcheggio è in discesa e alza ulteriormente il sedere aumentando l’effetto di impuntamento |